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Lattanzio
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Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio (in latino Lucius Caecilius Firmianus Lactantius; Africa, 250 circa – Gallie, 325 circa) è stato uno scrittore, retore e apologeta romano di fede cristiana, fra i più celebri del suo tempo.

Contents

Opere
Stile
Note

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Biografia

Nato da famiglia pagana, secondo mwbwGirolamo fu allievo di mwcaArnobio di mwcqSicca Veneria.cite-ref-1[1] Per la propria fama di retore fu chiamato da mwdgDiocleziano a mwdwNicomedia, in mweaBitinia, capitale della parte orientale dell'Impero e residenza ufficiale dell'imperatore, come insegnante di mweqretorica (mweg290 circa).

Fu costretto a lasciare il suo ufficio nel mwfa303 a causa delle mwfqpersecuzioni contro i mwfgcristiani, alla cui mwfwreligione si era convertito. Lattanzio abbandonò quindi la Bitinia nel mwga305, rifugiandosi nella parte occidentale dell'Impero, per farvi ritorno presumibilmente cinque anni dopo, in seguito all'editto di tolleranza emanato da mwgqGalerio. Fu tuttavia un breve soggiorno, perché tra il mwgg310 e il mwgw311 mwhaCostantino I lo chiamò a mwhqTreviri, in mwhgGallia, come precettore del figlio mwhwCrispo. Probabilmente morì a Treviri alcuni anni dopo.cite-ref-2[2]

Per il suo stile elegante e il periodare articolato si guadagnò il soprannome di "mwjqCicerone cristiano" da parte dei più importanti uomini del mwjgRinascimento, come mwjwAngelo Poliziano e mwkaPico della Mirandola.cite-ref-3[3]

Opere

Le opere pervenute sono:

• mwoaDe opificio Dei (L'opera di Dio), sulla Provvidenza divina in rapporto all'uomo;
• mwogDivinarum institutionum Libri VII o mwowDivinae institutiones (Istituzioni divine), in sette libri, delle quali stese anche un'mwpamwpqepitome (compendio): primo tentativo di sintesi dell'insegnamento cristiano, in cui alla confutazione del mwpgpaganesimo segue l'esposizione della dottrina cristiana, nel tentativo di delineare una continuità tra sapere antico e moderno.
• mwqaDe ira Dei (L'ira di Dio), contro la tesi dell'impassibilità di Dio;
• mwqgmwqwDe mortibus persecutorum (Le morti dei persecutori), sulla morte violenta degli imperatori persecutori del Cristianesimo, da Nerone a Massimino Daia: pone le condizioni per la nascita di una storiografia cristiana;

Sono perdute le opere del periodo pagano (un mwrqSymposium di ispirazione platonica, un mwrgHodoeporicum scritto in esametri che ripercorre il suo viaggio dall'Africa alla Bitinia, un mwrwGrammaticus e due libri mwsaAd Asclepiade)mwsq, oltre a varie raccolte di lettere (quattro libri di epistole mwsgA Probo, due libri mwswA Severo e altrettanti due mwtaA Demetriano).

Inoltre è incerta l'attribuzione a Lattanzio del poemetto in ottantacinque mwtgdistici elegiaci mwtwmwuaDe ave phoenice (L'uccello fenice), dove il mito della mwuqfenice è assimilato alla passione, morte e resurrezione di mwugCristo.

De opificio Dei

In quest'opera, composta negli anni 303-304, Lattanzio polemizza con le tesi delle filosofie ellenistiche e soprattutto con quelle degli epicurei, sostenendo la grandezza della Provvidenza divina e l'intervento di Dio anche nella costituzione fisiologica dell'uomo, che è sufficiente già di per sé a mostrare la perfezione del disegno di Dio.

L'opera afferma la fede di Lattanzio nel Dio onnipotente dell'mwvgAntico Testamento in modo analogo alla concezione mwvwmonistica di mwwaTertulliano, mwwqCipriano e mwwgsant'Agostino.cite-ref-4[4]

Divinae institutiones

Quest'opera, composta tra il 304 e il 313 in sette libri, da cui più tardi egli stesso ricavò un'epitome in un solo libro, polemizza con i pagani, confutando i fondamenti e il culto della loro religione, ed esponendo in maniera sistematica la dottrina cristiana. Al primo scopo Lattanzio dedica i primi tre libri del trattato (mwagDe falsa religione, mwawDe origine erroris, mwbaDe falsa sapientia), all'altro suo intento i rimanenti quattro (mwbqDe vera sapientia et religione, mwbgDe justitia, mwbwDe vero cultu, mwcaDe vita beata). Lattanzio chiarisce esplicitamente la finalità dell'opera quando dice di scrivere:

«Succurrendum esse his erroribus credidi: ut et docti ad veram sapientiam dirigantur et indocti ad veram religionem»

(Divinae institutiones, I, 1, 7)

Particolarmente apprezzabile è il suo tentativo di recuperare e inglobare sia i valori della cultura e della civiltà antica, sia le stesse speculazioni filosofiche, nella nuova verità cristiana.

Nell'ultimo libro adotta ed espone delle convinzioni escatologiche mwdamillenariste: secondo Lattanzio la mwdqseconda venuta di Cristo coinciderebbe con l'inizio di un millennio in cui Cristo regnerebbe incontrastato sulla Terra e al cui termine il diavolo sarebbe slegato e avrebbe luogo la battaglia finale contro il male.

De ira Dei

Questo scritto, affine al precedente per tono e argomento, fu composto intorno al 313. In esso Lattanzio contrasta prima la tesi degli mweaepicurei, i quali negano a Dio qualsiasi moto passionale che possa compromettere la sua beata impassibilità, e poi la tesi degli mweqstoici, che non attribuisce a Dio la collera, poiché è un perturbamento dell'animo che non si addice alla maestà divina. Lattanzio sostiene invece che è ammissibile la collera divina, in quanto espressione di opposizione e di rifiuto del male storico perpetrato dall'uomo, e che pertanto l'eterna giustizia divina punisce i peccatori, ripristinando così l'ordine compromesso dall'insorgere e dal prevalere del malecite-ref-5[5].

De mortibus persecutorum

Scritto probabilmente tra il 316 e il 321, affronta il tema delle persecuzioni anticristiane da parte degli imperatori (da Nerone a Massimino Daia). Nel ribadire l'unicità di Dio - concetto cardine delle mwgqDivinae institutiones - che abbatte la sua ira sugli imperatori pagani, Lattanzio si convince dell'inveramento sul piano storico delle tesi esposte del mwggDe ira Dei.cite-ref-6[6] Gli imperatori si sono rivelati malvagi e indegni per la gloriosa storia di Roma, ma prima o poi tutti sono stati colpiti dalla punizione divina e hanno concluso in modo tragico o inglorioso la propria vita, costituendo per i posteri un monito chiaro ed esemplare. Dio infligge agli empi e ai persecutori le pene che essi si sono meritate:

«Deum esse unum et eundem iudicem digna videlicet supplicia impiis ac persecutoribus inrogare»
— De mortibus persecutorum, 1

Stile

Dal punto di vista letterario, è stato osservato come Lattanzio sia essenzialmente un retore: convertitosi in età adulta come mwiwArnobio, al pari del suo maestro è ancora strettamente legato a schemi argomentativi e teorici della cultura classica, nonché agli ideali della romanità.cite-ref-7[7] Il suo stile è comunque fluente e l'argomentare è stringente e segue sempre un preciso filo logico, come vogliono i dettami della retorica. Il tentativo di assimilazione della cultura pagana in quella cristiana emerge anche nell'imitazione stilistica di mwkaCicerone.

Note

cite-note-11. Girolamo, mwlwmwmaDe viris illustribus, 80.
cite-note-22. mwnaAnthony Bowen e Peter Garnsey, mwnqmwngLactantiusmwnw : Divine institutes, Liverpool University Press, 2003, pp.mwoa mwoq1-6, mwogISBNmwow 0-85323-988-6.
cite-note-33. mwqaW. H.F. Altman (ed.), mwqqBrill's companion to the reception of Cicero, 2015, p.mwqg 56, mwqwISBNmwra 978-90-04-29054-9.
cite-note-44. mwsqmwsgPiero Martinetti, mwswmwtaUn Cristianesimo dualista (mwtqmwtgPDF), in mwtwRivista di filosofia, Anno XXVIII, n.mwua 1, gennaio-marzo 1936, p.mwuq 11. mwugURL consultato il 19 dicembre 2020 mwuw(mwvaarchiviato il 19 dicembre 2020).
cite-note-55. mwwqLuca Gasparri e Giuseppe Girgenti, mwwgLa collera di Dio, 2011, pp.mwww 5-24, mwxaISBNmwxq 978-88-452-6727-7.
cite-note-66. mwygRené Pichon, mwywmwzaLactance; étude sur le mouvement philosophique et religieux sous le règne de Constantin, Paris, Hachette, 1901, pp.mwzq 350-351. mwzgURL consultato il 25 maggio 2022.
cite-note-77. mw0gVincenzo Loi, mw0wmw1aI valori etici e politici della romanità negli scritti di Lattanzio. Opposti atteggiamenti di polemica e di adesione, in mw1qSalesianum, vol.mw1g 27, 1965, pp.mw1w 65-133.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itLattànzio, Firmiano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLATTANZIO, Firmiano, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefbritannica-com(EN) Lactantius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefmqdq(LA) Opere di Lattanzio, su Musisque Deoque.
• citerefmlolOpere di Lattanzio / Lattanzio (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Lattanzio, su Open Library, Internet Archive.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Lattanzio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• mw3g(EN) mw3wLucio Cecilio Firmiano Lattanzio, testi con concordanze e liste di frequenza.
• mw4q(LA, IT, EN) Opera Omnia nella Patrologia Latina del Migne (voll. VI e VII), con indici analitici, su documentacatholicaomnia.eu.
• mw4wLattanzio su Filosofico.net, su filosofico.net.